Qual è il ruolo della coscienza nel sonno e nei sogni? Cosa succede quando ci addormentiamo? Dove sparisce il nostro io?  L’articolo presenta gli studi di una equipe italiana che da tempo si interroga su questi argomenti e che ha individuato nella corteccia cerebrale la sede della coscienza.

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la sede della coscienza

la sede della coscienza

Già nel 2005 la rivista Scienze ha pubblicato i risultati degli studi sulla coscienza nel sonno e nei sogni da parte di una equipe italiana che fa capo al neuroscienziato trentino Giulio Tononi, docente di Psichiatria all’università del Wisconsin a Madison, con cui ha collaborato anche il neurofisiologo Marcello Massimini dell’Università Statale di Milano.

Studi che evidenziano lo svanire della coscienza durante il sonno che avviene fuori della fase REM.

Il sonno senza sogni appare allora come un momento di disgregazione dell’io, una sorta di buco nero in cui l’individuo perde la consapevolezza di sé.

Cos’è la coscienza nel sonno e nei sogni

Ma Tononi e la sua equipe si sono spinti oltre, cercando di definire il concetto di coscienza nel sonno e nei sogni. Ipotizzando che la coscienza altro non sia che la capacità del cervello di creare una serie di relazioni tra i neuroni.

Non sarebbero quindi le memorie, le esperienze, le emozioni o le informazioni acquisite dall’individuo a determinare la coscienza, ma la capacità di integrazione e le interrelazioni fra tutto ciò.

 

Una capacità che può essere misurata e di cui si può scoprire la presenza o meno e il grado di attività con una macchina da lui progettata e ribattezzata in Italia“coscienziometro”.

La macchina che misura la coscienza nel sonno e nei sogni

La macchina, che è in grado di misurare la coscienza nel sonno e nei sogni, è stata presentata da Tononi stesso al Convegno internazionale sulle neuroscienze “The Future of Science” che si è tenuto a Venezia nel 2011.

Si tratta di uno stimolatore magnetico transcranico detto Tms che misura la capacità cerebrale di creare connessioni neuronali, attivando una piccola area della corteccia e seguendo con un elettroencefalogramma ad alta risoluzione il propagarsi dell’attività nervosa.

Si è scoperto così che quando i soggetti sono nello stato di veglia, il segnale viaggia rapidamente e rimbalza da un’area all’altra del cervello mentre, nella fase di sonno profondo fuori dalla fase REM, nell’anestesia farmacologica  e nei casi di coma, la risposta del cervello alla stimolazione cambia e, invece di  rimbalzare da una zona all’altra, rimane localizzata nell’area della corteccia cerebrale per poi svanire rapidamente nel giro di 150 millisecondi.

Quindi, se la risposta a questa stimolazione è precisa e dinamica come avviene nello stato di veglia, nella fase REM o nel sonno e nelle visioni del dormiveglia, la macchina rileva la presenza della coscienza mentre, se la risposta resta fissa in un’unica aerea per poi dissolversi, significa che non c’è coscienza.

Nella sua “teoria dell’ informazione integrata” Tononi spiega che:

 

La coscienza è quella cosa che sparisce ogni notte quando ci addormentiamo di un sonno senza sogni. Tutti sappiamo cosa vuol dire. Se veniamo svegliati in quella fase non ricordiamo niente di particolare. Una cosa diversa è il sonno nella fase REM, quando si sogna, quando una forma di coscienza è attiva”.

Dagli studi sulle lesioni e sulle stimolazioni ci siamo persuasi che, per esempio, l’attività di alcune regioni cerebrali, come la corteccia e il talamo sia più importante dell’attività di altre regioni. Mentre il cervelletto non avrebbe un ruolo importante nella coscienza“.

 

 

Ma se anche in queste zone di buio ed assenza il cervello rimane sempre attivo, dove finisce la coscienza?

Dobbiamo forse pensarla come un interruttore che si accende e si spegne a seconda dei ricettori cerebrali che vengono impegnati?

E a cosa può essere assimilata la coscienza nel sonno e nei sogni? Al pensiero? Al senso di sé? All’anima?

Le domande legate alla nascita della coscienza restano innumerevoli, perchè il cervello è un territorio da esplorare che riserva sempre nuove sorprese ed è fonte di sempre nuove scoperte.

Una palla piccola e molle dentro il nostro cranio, ma capace di creare miliardi di sinapsi (come dice Tononi: “Se contassimo una sinapsi al secondo finiremmo il nostro conteggio fra 32 milioni di anni”), fonte di pensieri geniali e sogni sempre diversi, ma il cui funzionamento è quanto di più perfetto e misterioso ci sia.

Per approfondire questo argomento sullo spazio della coscienza è possibile consultare i seguenti articoli online:

Ed i seguenti libri del Dott. Tononi:

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo



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La coscienza nel sonno e nei sogni Cosa succede quando dormiamo? Dove sparisce il nostro Io?ultima modifica: 2017-10-20T07:00:03+00:00da Marni