Pubblico con piacere un’intervista a Sabina Rellini il cui libro “Il fantastico mondo dei sogni” è ospitato nella sezione Libri sui sogni di questa Guida. Condivido la sua visione del sogno come strumento educativo e di consapevolezza e come segnale da raccogliere ed integrare per avanzare nel proprio percorso individuale. Rispondendo a queste domande, Sabina Rellini, chiarisce alcuni punti fondamentali sui sogni e sul lavoro dei sogni e stimola attenzione e curiosità su questo tema così ampio ed affascinante.

intervista a sabina rellini

Mandala: per Jung è un’Immagine archetipica del Sé

Cosa l’ha spinta a scrivere un libro sui sogni?
Da molti anni mi occupo dell’argomento: il libro – risultato di studi, ricerche e pratica clinica – tratta il tema e l’essenza del sogno in termini interdisciplinari: nella psicologia, nella storia, nell’antropologia, nell’arte e nella vita quotidiana.

I sogni hanno grande importanza nella nostra esistenza; basti pensare che circa il 20 % del tempo dedicato al sonno, lo trascorriamo sognando. Durante la vita gli individui generano migliaia di sogni che però, purtroppo, spesso vengono trascurati o addirittura ignorati.

Come possiamo definire il sogno?
Il sogno è l’attività psichica spontanea che si svolge durante il sonno ed esprime la vita psichica profonda: disagi, limiti, conflitti, delusioni ma anche speranze, desideri, curiosità, diversi stati d’animo e tanti altri aspetti. Tutto questo materiale grezzo è analizzabile nella lucidità della coscienza con distacco critico perché si è meno coinvolti.

La vita diurna e quella notturna sono strettamente legate: il sogno ci offre l’opportunità di decifrare il significato simbolico che poi la mente elabora e utilizza nella vita quotidiana. Per cogliere quale messaggio le immagini intendono comunicare, nel lavoro sui sogni è importante individuare come la scena onirica si apre e si conclude, qual è il punto nodale della vicenda e il tipo di ambientazione in cui si svolge: privata o pubblica, al chiuso o all’aperto, a colori o in bianco e nero.

Un elemento da considerare sempre è l’emozione provata al risveglio perché questa evoca l’intera atmosfera onirica; non a caso le immagini del sogno, provenendo dall’inconscio, vanno indagate e capite non solo a livello intellettivo ma specialmente a livello intuitivo/emotivo.

Una caratteristica particolare del sogno?
E’ un’esperienza universale perché tutti sognano, indipendentemente dal sesso e dall’età; anche in varie specie animali è presente il mondo onirico. Contemporaneamente è anche un’esperienza soggettiva: ciascuno produce sogni diversi l’uno dall’altro.

Vale a dire?
Questo concetto è sintetizzato in modo chiaro già nel quinto secolo a.C. dal grande filosofo greco Eraclito, detto l’”oscuro”. Egli osserva che “l’universo di chi veglia è uno e comune, ma nel sonno ognuno si rivolge al suo proprio e particolare”. In effetti, non è possibile ripetere i propri sogni, né si può assistere a quelli degli altri, condividerli, verificarli. Non possiamo obbligare qualcuno a sognarci, né eliminare dai sogni personaggi o eventi sgraditi, né inserirvi un desiderio. Il sogno inoltre si può trasmettere solo con le parole scelte per comunicarlo.

E’ possibile trarre vantaggio anche dagli incubi?
Certo. Trasformando attivamente le immagini oniriche terrificanti si può abbandonare l’atteggiamento passivo di vittima e porsi nel ruolo di attore protagonista. L’incubo è dunque una preziosa opportunità per mutare una minaccia in una sfida da affrontare con coraggio. Quando il soggetto prova l’incubo, entra in uno scenario di panico in cui si sente totalmente indifeso e aggredito.

Gradualmente, però, attraversando la paura e lasciandosi attraversare da essa, diventa più fiducioso di sé e delle sue possibilità. In tal modo l’incubo viene reso innocuo. Pur nascendo come un’esperienza di debolezza, diventa un “veicolo” rassicurante. Il sogno spaventoso non va dunque minimizzato dicendo: “Dopotutto era soltanto un sogno” perché fornisce efficaci suggerimenti sul modo di agire per cambiare e di individuare nuove armi per combattere le battaglie quotidiane.

C’è un legame tra sogno e creatività?
Il sogno è un teatro in cui il sognatore stesso è scena, attore, suggeritore, produttore, autore, pubblico e critica… tutte le figure che compaiono nel sogno sono caratteristiche materializzate della personalità del sognante”. L’emblematica frase di Carl Gustav Jung non fa che avvalorare la presenza delle potenzialità creative del sogno. In effetti, questo è paragonabile a un film creato dallo stesso dormiente, che – regista del suo copione – spesso si trova a recitare nel ruolo di protagonista.

Dal sogno dunque si possono trarre spunti creativi. Questo peraltro, è anche utilizzato come metodo di problem solving. Il matematico e filosofo Condorcet afferma che spesso, dopo essersi arrovellato su calcoli complicati, li lascia sospesi, va a dormire e li trova risolti in sogno. Del resto, anche la saggezza popolare conosce le risorse del sogno: a chi incontra una difficoltà, suggerisce “la notte porta consiglio”.

Un’ultima domanda, a chi proporre la lettura del suo libro?
Il libro è rivolto a tutti, in particolare a chi è interessato a individuare i messaggi nascosti nelle immagini oniriche e a porsi in una prospettiva di apertura verso il nuovo.

I motivi e le finalità per comunicare produttivamente con i propri sogni sono svariati: possono riguardare la ricerca di una guida su temi esistenziali o spirituali ma anche di indicazioni pratiche, di soluzioni a problemi di tipo relazionale, affettivo, lavorativo.
Le nostre notti – costantemente animate dai simboli plastici e dinamici scaturiti dall’inconscio – favoriscono l’autoconoscenza e la crescita psicologica. Allora forse vale la pena attingere al sogno, straordinaria risorsa inesauribile di introspezione.

Sabina Rellini, psicologa e psicoterapeuta, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Scrive per diverse riviste.
Ha curato rubriche sul sogno e partecipato a varie interviste radiofoniche.
Ha condotto corsi e seminari presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e altre istituzioni pubbliche.
Ha pubblicato il libro Il fantastico mondo dei sogni. Capire e interpretare la vita onirica. Edup, Roma, prima edizione novembre 2005, prima ristampa marzo 2009, seconda ristampa febbraio 2010.

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo
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Intervista a Sabina Relliniultima modifica: 2013-02-06T14:54:50+00:00da Marni