Esistono i sogni guaritori? in che modo i sogni influenzano pensieri, emozioni, corpo fisico? In che modo influenzano la creatività? Questo  articolo ripercorre le più rilevanti opinioni degli studiosi su questo tema e mostra i diversi orientamenti ma anche un comune “sentire” rispetto al potere risolutore e guaritore dei sogni.

i sogni guaritoriUn vecchio articolo  di Marianne Szegedy-Maszak  apparso sul quotidiano La Stampa esattamente 10 anni fa, mi offre l’occasione per introdurre il tema dei sogni guaritori e del potere creativo, di apprendimento e  terapeutico con cui influenzano pensieri, emozioni e problemi del sognatore offrendogli indicazioni evolutive, risolutive, capaci di ricostruire la sua visione del mondo e di modificarne l’esperienza.

Un potere riconosciuto dagli artisti che lo destreggiano senza timore, dagli scienziati nei cui sogni  confluiscono problemi  e ricerche che trovano una nuova e più adeguata configurazione o soluzione.

Ma conosciuto anche da tutti quei sognatore che nei sogni si perdono ogni notte per poi ritrovarsi  con un nuovo senso, una nuova indicazione su di sè, nuovi aspetti da esplorare. Da tutti quelli che credono nei sogni guaritori, capaci di raggiungere e cambiare il piano emotivo e quello fisico.

L’articolo che segue è costituito da un insieme di opinioni in merito all’argomento che ho introdotto. Opinioni di esperti, di scienziati e studiosi dei sogni e configura una situazione di diversità ( di opinioni) ma anche di grande fermento.

Le domande che emergono sono sempre le stesse: esistono i sogni guaritori?

  • I sogni influiscono sulla creatività ?
  • I sogni aiutano ad elaborare e risolverei i problemi?

In parole povere: i sogni hanno un senso  nella nostra esperienza di esseri umani oppure sono solo un elemento casuale prodotto per stimolazione di determinate aree cerebrali?

Nell’articolo troviamo una serie di risposte. E’ necessario ricordare, tuttavia, che la ricerca in quest’ambito, in questi ultimi 10 anni è proseguita ed ha confermato anche le teorie più avanzate, affrontando aspetti sempre più azzardati e fantascientifici come la possibilità di ri-vedere i propri sogni su un monitor. Ma questo lo affronteremo in altro articolo.

Sogni guaritori articolo di  Marianne Szegedy-Maszak

 

“Immagini distorte emergono nei sogni da ricordi dimenticati da tempo o si materializzano dal nulla: cavalchi le onde, tua madre su un trapezio, tuo padre in un laboratorio, un amico morto seduto al tavolo da pranzo.

Shakespeare scrisse che “siamo fatti della stessa materia dei sogni“ e Sigmund Freud ha trasformato la poesia nella sua teoria psicoanalitica definendo i sogni “la via regia che porta all’inconscio“.

I film che creiamo ogni notte nelle nostre menti sono così coinvolgenti che ci ossessionano o ci ispirano. Mary Shelley sognò Frankenstein prima di crearlo e Paul Mc Cartney ebbe l’idea di Yesterday mentre dormiva.

Eppure non si sa ancora esattamente come funziona il cervello quando sogna:

  • le immagini notturne sono un messaggio dell’inconscio al conscio come credeva Freud?
  • O sono il risultato di flash casuali?

Oggi alcuni team di ricercatori, grazie a tecnologie di nuova generazione che osservano il cervello in azione, stanno arrivando alla conclusione che entrambe le scuole di pensiero siano veritiere.

Questa è la più grande avventura di tutti i tempi- dice lo psichiatra di Harvard J.Allan Hobson-gli sviluppi del “brain imaging”, le immagini cerebrali, sono l’equivalente del telescopio, con la differenza che stiamo osservando lo spazio interno invece che quello esterno.

I sogni guaritori e la danza mente-cervello

La risonanza magnetica funzionale a immagini e la tomografia a emissione di positroni ( PET) rivelano come si comporta il cervello quando prendiamo decisioni importanti o quando siamo spaventati o felici.

I risultati mostrano come psicologia e fisiologia siano intimamente collegate: nei soggetti che soffrono di disturbi ansiosi, ad esempio, l’area associata alla paura: l’amigdala, si accende in risposta a immagini che innescano agitazione e si connette in un minuetto neuronale con il centro della memoria: l’ippocampo.

L’analisi di individui che dormono evidenzia che la danza cerebrale continua di notte nei sogni.

” La mente non si spegne come sosteneva la vecchia psicologia, si sposta su un livello differente– spiega Rosalind Cartwright della Rush University Medical di Chicago” I neuroni si “illuminano ” e la mente accellera, i problemi trovano una soluzione, l’angoscia si attenua, nuove idee sbocciano“.

Freud considerava i sogni come desideri segreti, travestiti da simboli, e la sua concezione ha avuto la meglio per decenni, finché gli scienziati hanno cominciato a studiarne il contenuto e a teorizzare qualcosa di meno esotico.

“I sogni non ricostruiscono, ma drammatizzano. Sono come drammi che rivelano la nostra visione del mondo- spiega William Domhoff, psicologo e sociologo dell’Università della California- ma purtroppo non celano significati grandiosi” basando le sue conclusioni su uno studio di 16.000 testimonianze di “visioni” notturne.”

Molti post-freudiani, tuttavia sostengono che almeno i mostri che si agitano nei sogni dei bambini segnalino la loro consapevolezza del mondo e i pericoli che lo caratterizzano.

“Sognare ha una funzione vitale nella maturazione del cervello” come sostiene di Alan Siegel, psicologo dell’Università della California -Berkeley.

Sogni, non senso e creatività

E allora i sogni aiutano ad imparare?

Di certo nel sonno avviene un’accelerazione: uno studio ha dimostrato che un individuo risolve più velocemente un problema subito dopo essere stato svegliato da una fase REM…la creatività non è altro che mettere insieme i ricordi in modo inedito

Se lo psichiatra di Harvard Robert Mc Calrley ha scoperto che nel sonno e nei sogni l’attività elettrica conosce un picco nella parte più primitiva del cervello, il Ponte di Varolio, producendo vicende sconnesse, il neuropsicologo della Royal London School of Medicine, Mark Solms, è arrivato invece alla conclusione opposta: alcuni tra i sognatori più attivi da lui osservati avevano lesioni proprio in quell’area cerebrale.

E allo stesso tempo in chi aveva subito danni alle zone del pensiero razionale i film notturni dei sogni si erano spesso interrotti. Questo indicherebbe che i sogni esprimano idee e motivazioni. Non a caso la storia è piena di personaggi che la risveglio hanno urlato :”Eureka!” realizzando all’istante invenzioni in tutti i campi.

Ricordi e apprendimento

Eseguendo la tomografia su persone nella fase del sonno REM, si è scoperto che, sebbene molte aree restino attive, una è dormiente: la corteccia prefrontale, sede del pensiero sistematico e organizzativo.

Questo spiegherebbe le bizzarrie dei sogni e lo sconvolgimento delle regole logiche– sottolinea Robert Stickgold, psichiatra dell’Università di Harvard e Direttore del Centro del sonno al Beth Israel Deaconnes Medical Center di Boston- la creatività non è altro che mettere insieme i ricordi in modo inedito. Organizzare i ricordi d’altra parte ha un ruolo essenziale nell’apprendimento.

E allora i sogni aiutano ad imparare?

Di certo nel sonno avviene un’accelerazione: uno studio ha dimostrato che un individuo risolve più velocemente un problema subito dopo essere stato svegliato da una fase REM.

Strumenti diagnostici

Qual è quindi il valore dei sogni? Di certo hanno un ruolo nella psicoterapia da almeno un secolo. Rappresentano la dimensione in cui le difese di un paziente si allentano-spiega Glen Gabbard psichiatra al Baylor College di Houston- a volte i sogni sono uno strumento diagnostico e un modo per percepire la temperatura emozionale.

Un esempio è l’attività onirica dei depressi: secondo Eric Nofzinger dell’Università di Pittsburgh, in queste persone la corteccia prefrontale, che normalmente non è attiva nel sonno, lavora a ritmi iperveloci e il cervello è sottoposto a stress.

Poteri terapeutici

E’ possibile guarire con i sogni? Esistono sogni guaritori?

Il 60-70% dei depressi si riprende senza cure– afferma R. Cartwraight- è possibile che elaborino i loro problemi nel sonno.

Una ricerca su 30 individui ha rivelato che si è ripreso meglio chi ha conosciuto alcuni mesi di sogni intensi e coinvolgenti. Chi lavora con persone traumatizzate ha anche notato che i loro incubi seguono un percorso comune: ricreano la tragedia e, quando inizia la guarigione, rappresentano vicende più positive.

E’ per questo che vengono incoraggiate a svegliarsi durante un incubo e a prendere il controllo di quanto stavano sognando.

Se si riesce a cambiare il contenuto della visione– ha scritto lo psicologo di Harvard Deirdre Barret- si registra una riduzione di tutti gli altri sintomi post traumatici. L’importante in ogni caso è imparare a ricordare i sogni.

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo
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Sogni guaritori? Il potere creativo e terapeutico dei sogni ultima modifica: 2016-08-05T07:00:24+00:00 da Marni