Questa cronaca di una seduta Voice Dialogue comprende la registrazione di una seduta ed i commenti legati allo svolgimento di questa. E’ una testimonianza fedele del processo di identificazione, spostamento, dialogo e separazione dai Sé che avviene durate la seduta di Voice Dialogue.

seduta Voice Dialogue

Abbiamo già affrontato la seduta Voice Dialogue e il contatto con i (le parti della personalità) che possono esprimersi in quel contesto in questo articolo.

Per spiegare meglio come si svolge trascriverò la registrazione di una sessione di lavoro da me tenuta.

In questa cronaca di una seduta Voice Dialogue vedremo i Sè che possono emergere, le domande e le risposte delle sub-personalità in azione,  e ci accorgeremo di come questo dialogo  possa esser illuminante.

Inizio della seduta Voice Dialogue

(*) Anna ha 38 anni, lavora in un ufficio di pubblica amministrazione, ha iniziato un percorso di counseling da due mesi e stiamo lavorando sul rapporto con il suo compagno, Riccardo, con il quale convive da circa un anno. Anna si sente amata e stimata da Riccardo, ma ha forti dubbi sull’opportunità di formare una famiglia con lui.

Lei si presenta come una persona forte, energica, impegnata, veloce, parla tanto, a proposito, di tante cose. Lui è lento, parla poco, tende ad essere ritirato, non ama discutere e nemmeno confrontarsi con lei, accetta sempre le cose che lei propone, è dolce, gentile e tenero, è protettivo e la asseconda sempre.

Questo, invece di renderla contenta, la sconcerta, vede Riccardo poco reattivo, pare non avere una propria volontà e Anna teme di fare un errore ad impegnarsi  con lui; a volte non lo sente alla sua altezza, spesso si irrita con lui e lo giudica.

Iniziamo la seduta Voice Dialogue parlando della settimana trascorsa: c’è stata un’incomprensione-discussione con Riccardo, lui è stato in silenzio un’intera serata, pareva offeso, lei ha cercato di scuoterlo, voleva delle risposte e voleva discutere ciò che non va nella loro storia. Più lo incalzava e più lui si chiudeva a riccio.

Mentre Anna raccontava, si agitava, ed era evidente la sua irritazione. Ho chiesto di poter parlare con questa parte di lei così irritata.

Anna si è spostata  alla sua destra.

Nella seduta Voice Dialogue lo spostamento dalla posizione iniziale è un gesto simbolico molto importante: la posizione iniziale (centrale) è il luogo della consapevolezza, indica l’ io consapevole che vede e comprende tutti i Sé, ma non si  identifica con nessuno di questi. Una sorta di zona neutra a cui tornare ed in cui sperimentare la separazione. Mi rivolgo al Sè che si presenta (F. sta per Facilitatore, ovvero chi conduce la seduta, A. sta per Anna):

F. Salve, sei tu che senti questa irritazione ?

A. Certo che sì, sono stufa di questi suoi giochetti!

F. Quali giochetti ? Chi è che fa i giochetti?

A:. Anna e Riccardo, tutti e due fanno giochetti, lui che fa il muso e lei che gli va dietro a blaterare ed insistere. Mi hanno stufato ..mi hanno rotto!

F. Sento che sei molto arrabbiata. Quindi mi stai dicendo che è una consuetudine questa..lui fa il muso, lei gli va dietro…cosa ti disturba tanto? In fondo vivono insieme, mi pare logico che cerchino di risolvere le loro questioni.

A. Ecco, appunto! Io NON VOGLIO vivere insieme! E tantomeno vivere con quel tipo lì che è stupido, e solo vederlo mi fa girare!

F.   Mi stai dicendo che Riccardo non ti piace?

A. Per nulla, e gliel’ho detto tante volte a lei,  fino dai primi tempi quando  era molto presa e si faceva confondere dal fatto che lui è così bello…io glielo dicevo che uno che sta sempre zitto è pericoloso…ma lei nulla…faceva finta di non sentirmi.

F. Addirittura pericoloso! E’  così che lo senti? Pericoloso? Pericoloso per Anna?

F. Sì, pericoloso per Anna, come è possibile che voglia stare con un tipo così? Pare tanto intelligente lei, ma a questo punto comincio a dubitare.

F. Ed è pericoloso anche per te? Sei TU che ti senti in pericolo in presenza di Riccardo?
A. Boh! Forse sì!

F. E qual è il pericolo? Cosa potrebbe succedere?

A. Che anche lei diventi così, lenta e stupida e smetta di parlare.

F. Quindi temi che lei diventi come lui, così lenta e stupida.  Cosa  accadrebbe ad Anna se diventasse come lui?

A. Che le persone che le stanno vicino e la cercano e si divertono a stare con lei, non la cercherebbero più, sarebbe sola, come lui, che non ha amici.

F. E questa solitudine ti spaventa? Cosa ti fa paura in questa solitudine di chi è senza amici?

A. Tutto … non mi piace… nessuno che ti è vicino, e se hai bisogno? Nessuno che ti parla o che ti ascolta o che ti vuole bene…che vita è? Tanto vale ritirarsi  in una caverna a fare l’eremita.

F. Sei stata molto chiara …senti, è sempre stato così per Anna? Tu lei hai sempre portato questo desiderio di stare con gli altri? Di parlare, di ascoltare..di avere amici.

A. Io sì, magari a casa sua non erano tanto contenti, suo padre faceva gli occhi brutti.

F. Gli occhi  brutti? Puoi spiegare meglio?  Quando faceva gli occhi brutti?

A. Quando la vedeva stare con gli altri. Suo padre voleva che lei stesse a casa a studiare,  a fare i lavoretti, che stesse brava e zitta e…da  sola (Anna è figlia unica).

F.  Quindi  era  suo padre che voleva farla stare da sola? E come  era suo padre?

A. Era  come Riccardo, senza amici,  non parlava e faceva sempre  quegli occhi lì, che facevano paura.

F. Anche Riccardo fa quegli occhi che fanno paura?

A. Ma no! Riccardo no, lui è buono, forse  un po’ stupido, ma buono.

F. Ed il babbo di Anna non lo era? Buono, intendo.

A. Mah! Non tanto! Ci obbligava a stare a casa anche quando tutte le altre bambine stavano fuori

F. Come ti faceva sentire?  Eravate  tristi tu ed Anna? Eravate arrabbiate?

A. Sì, però  io le ho insegnato a a cavarsela .. stavamo  zitte a casa per paura di quegli occhiacci, anche se io le facevo venire il mal di pancia, ma poi fuori… LIBERE!!  Fuori di casa ci siamo divertite!  Per fortuna c’era la scuola, il dopo- scuola ed il catechismo! Lì facevo quello che volevo!

F. E cosa volevi?

A. Parlare, ascoltare, comunicare, giocare. Anna la seguivano tutti, la cercavano tutti.

F. Come  accade anche adesso?

A. Sì anche adesso lei è importante per gli altri, anche nel lavoro  è lei che fa da tramite con i superiori, raccoglie le idee e le lamentele degli altri e le trasmette lei. E tutti si rivolgono a lei.

F. Mi sembri molto fiera… sei tu che fai questo?

A.  Sì faccio anche questo, per me parlare è importante, se stai sempre zitto e da solo chi ti capisce? Chi ti vuole?

F. Quindi tu ti occupi della comunicazione con gli altri nella vita di Anna, giusto? E che cos’altro fai per lei? Cosa porti nella sua vita?

A. Non è abbastanza? Parlo, comunico e  sto con gli altri…a me gli altri mi piacciono tanto!

F. Mi pareva che avessi detto prima che ti irriti quando Anna cerca di parlare con Riccardo e che lui invece non ti piace… lui non è forse come gli altri?

A. (tace e riflette) Boh! forse sì….

F. Vuoi che Anna faccia qualcosa per te? Vuoi domandarle qualcosa prima di rientrare al centro?

A. (ci pensa un po’) Se proprio  dobbiamo stare con lui, almeno voglio che quando lui fa il muso  noi ce ne andiamo da un’altra parte con della gente che sia di buon umore, non mi piace stare lì con lui quando fa il muso!

F. Ok… Anna ascolta  la tua richiesta…se non hai altro da aggiungere,  puoi tornare al centro. Grazie!

Anna torna  al centro e  le chiedo  di separarsi dal Sé, immaginando  di lasciare quell’energia, di sentirla separata da sé.

Commento  brevemente quello che è accaduto nella prima fase della seduta Voice Dialogue: questo è un Sè primario che ama il movimento,  la comunicazione, parlare, ascoltare, essere il centro delle situazioni;  ha sempre  usato questo sistema per proteggere Anna dalla solitudine dell’infanzia e dalla possessività e rigidità del padre.  Riccardo le ricorda il padre, ma ha dovuto ammettere  che non è cattivo come lui, così come  ha ammesso che anche lui è “gli altri”

Chiedo ad Anna di darmi un’immagine per questa energia. Anna la vede come  fosse un mulinello di luce giallo arancio con tante bollicine scoppiettanti, che le dà una sensazione  calda e frizzante.

Poi  d’improvviso  il viso di Anna cambia espressione, le guance si arrossano,  gli occhi si inumidiscono e  comincia a piangere dicendo:  “Non è vero che è stupido!”

Leggi la seconda parte della seduta Voice Dialogue—>

(*) Ringrazio “Anna”, per avermi autorizzato a pubblicare questo materiale chiedendo solo che nomi e riferimenti venissero modificati

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo

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Seduta Voice Dialogue 1° parte ultima modifica: 2013-04-11T07:00:12+02:00 da Marni