Continuano le interviste legate al mondo del Voice Dialogue (Dialogo delle Voci) e della Psicologia dei Sè con la Dott.ssa Elena Dragotto, direttrice dell’istituto HeskaiHer, insegnante e facilitatrice di Voice Dialogue il cui lavoro in ambito accademico, in Italia ed all’estero, ha contribuito a far conoscere e diffondere questo metodo.

Elena Dragotto con Hal e Sidra Stone

Elena-Dragotto con Hal-e-Sidra-Stone

Incontro la Dott.sa Elena Dragotto insegnante e facilitatrice Voice Dialogue al Grande prato un agriturismo perso nel verde delle colline fiorentine, dove ha organizzato una formazione di Conscious Body condotta da Judith Hendin terapeuta americana di Voice Dialogue. La cornice ideale per questa intervista tranquilla a cui Elena ha aderito con entusiasmo.

Ma prima di procedere con le domande voglio descrivere Elena, la sua energia trascinante e la carica di simpatia che la contraddistingue.

Elena Dragotto ha una presenza scenica naturale, un carisma fatto di spontaneità, sicurezza e fiducia nel proprio lavoro che, unite alla sua esperienza di insegnante, sono un vero catalizzatore per i suoi studenti e clienti.

Ciò che colpisce nel suo aspetto è il contrasto fra i capelli, gli occhi chiari e l’incarnato oltre alla fantasia con cui veste: i colori vivi ed i dettagli del suo abbigliamento creano un insieme armonico e molto femminile, ma anche originale. Unico. Come l’ aspetto birichino che si intravede nel luccichio degli occhi, nelle mìse colorate e che “strizza l’occhio” a chi la guarda.

Ma ora voglio che i lettori la conoscano attraverso le risposte alle mie domande, alcune legate al percorso di studi e di esperienze, altre più personali e divertenti.

Quando hai sentito parlare per la prima volta di Voice Dialogue?

Nel 1991, alla tenera età di 34 anni, decisi improvvisamente di lasciare Roma, la mia città natale, il posto fisso al Comune, la casa in affitto e i genitori interdetti, per trasferirmi a vivere a Bologna, senza lavoro e senza una casa, ospite da una mia amica. Non sapevo perché, ma sentivo che era la cosa giusta da fare. Avevo con me una laurea in Psicologia, uno sfrenato amore per la vita, una grande dose di ottimismo e di incoscienza e dei carissimi amici ad aspettarmi.

Dopo qualche mese, per strane coincidenze, incontrai per un passaggio in macchina, diretta verso la mia stessa meta, Franca Errani. Si è instaurato da subito un particolare feeling e qualche tempo dopo fu lei stessa a parlarmi del Voice Dialogue e di Manuela Terraluna, che lo ha introdotto in Italia e all’epoca era la sua insegnante del percorso formativo a Bologna. Oggi posso dire con certezza che me ne andai da Roma in fretta e furia perché avevo un appuntamento: il counseling e la formazione in Voice Dialogue sono diventati la mia professione!

Con chi e come si è svolta la tua formazione?
Dopo l’ incontro molto stile “serendipity”, Franca Errani mi invitò a provare un paio di sedute di Voice Dialogue e mi propose di partecipare alla formazione di Manuela Terraluna. Così decisi di iscrivermi alla formazione e durante la frequentazione fui talmente attratta ed affascinata da questo metodo che decisi di continuare negli anni successivi la formazione proprio con Franca Errani.

Dopo qualche anno, già assistente alla formazione di Franca Errani, feci il grande salto: partecipai ad uno dei workshop che allora Robert Stamboliev, un altro dei miei insegnanti, organizzava ogni due anni in Europa con Hal e Sidra Stone…..ancora ricordo l’emozione della prima volta.

Capitò che fossi l’unica italiana partecipante, il mio inglese era pessimo, non conoscevo nessuno, eppure lì imparai definitivamente come l’aspetto energetico dei nostri Sé e della relazione siano un sottile e magico filo che ci connette gli uni agli altri.

Dopo un paio di giorni potevo comprendere molto più di quanto mi aspettassi con la sola comprensione della lingua, ed ero famosa fra tutti i partecipanti per la mia “particolare energia italiana”. Da allora non ho più mancato un appuntamento con Hal e Sidra ed ho continuato negli anni a formarmi anche con Robert Stamboliev e Martha Lou Wolff.

Che cos’è per te il dialogo delle voci e quanto ha inciso ed incide nella tua vita privata?
Inizierei subito con una frase ad effetto, ma che contiene semplicemente la verità: il Voice Dialogue mi ha cambiato la vita.

Ogni tanto guardo indietro per vedere chi ero ed è impressionante constatare quanta consapevolezza …..è passata sotto i ponti! Oggi sento che il VD è il mio compagno di viaggio, è la chiave che mi permette di leggere l’evoluzione come esseri umani in questo passaggio verso una nuova Era e di sentire che sono totalmente allineata alle nuove istanze grazie agli strumenti ed alla consapevolezza che questo approccio mi fornisce.

Soprattutto sento come i concetti della Psicologia dei Sé e gli obiettivi del Voice Dialogue siano assolutamente e totalmente allineati con le istanze di questa Nuova Era: responsabilità e consapevolezza di se stessi; apertura verso “l’altro”; una nuova partnership; un nuovo modo di proteggere la vulnerabilità. Ovviamente il Voice Dialogue è ormai nel mio DNA, è la mia vita.

So che sei stata in America ed hai partecipato ad un seminario degli Stone nella loro tenuta in California ..ci racconti qualcosa a questo proposito?

E’ stata una grande avventura sia a livello personale che professionale.
Per me, che da anni pratico come insegnante, e non solo, un Voice Dialogue arricchito di tanti spunti ed esperienze in altri campi, immergermi per quasi una settimana in un Voice Dialogue “puro”, è stato molto importante ed arricchente. Ho nuovamente potuto apprezzare la grande potenza di questo metodo che chiede, a chi lo pratica, semplicemente di arrendersi, di seguirlo, di assecondarlo, di affidarsi totalmente.

Abbandonarsi a quella che Hal definisce Intelligenza Organizzatrice dell’Universo e Sidra Energia Organizzatrice dell’Universo ed alla sua manifestazione nell’individuo attraverso il suo proprio processo personale. Ciò che ho respirato durante le lezioni di Hal e Sidra, è proprio questa leggerezza del “seguire il flusso/processo”, senza opporsi, senza affaticarsi, senza sentirsi, come facilitatori, di doversi inventare chissà cosa per risolvere il problema portato dal cliente. Facilitare, semplicemente, ciò che appartiene totalmente al cliente o a noi stessi ed al proprio cammino personale di consapevolezza. Una grande Umiltà.

So che hai insegnato Voice Dialogue all’università di Arezzo, come è stata questa esperienza?
Dal 2001 al 2011 ho avuto l’opportunità di insegnare la Psicologia dei Sé ed il Voice Dialogue sia nel Master in “Counseling e formazione relazionale”, sia nel Corso di Perfezionamento “Comunicazione e relazioni interpersonali” organizzati dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena ed è stata un’esperienza che professionalmente mi ha dato molto.

Era la mia prima esperienza di Formazione che mi ha permesso, attraverso i feedback dei partecipanti, di comprendere sempre meglio le peculiarità del Voice Dialogue; la potenza, l’efficacia e l’immediatezza degli strumenti che la Psicologia dei Sé offre al counseling.

Inoltre, per insegnare/formare, ho avuto la necessità di interrogare me stessa sul mio facilitare e sul mio rapporto con il Voice Dialogue per trovare i modi, le attività, gli interventi che potessero trasmettere sia a livello personale che professionale tutto quello che per me significa essere un buon counselor a indirizzo Voice Dialogue.

E’ stata una sfida ed una grande crescita personale e professionale.
Questa esperienza mi ha anche permesso di conoscere meglio il Voice Dialogue e di sentire il profondo amore che ho per lui e per la mia professione.

Hai creato l’Istituto HeskaiHer in cui insegni Voice Dialogue in quali città insegni e che tipo di corsi proponi?
In questo momento è attivo un corso base a Torino che è iniziato a maggio e si concluderà a dicembre. A Roma, dopo il grande successo della prima edizione, ripartirà a settembre per concludersi a giugno la seconda edizione del percorso “Dalla coppia alla Partnership– Le relazioni della nuova Era che si rivolge a single e coppie.

E’ in agenda per maggio e giugno 2014 in Sabina presso Villa Abbondanza, sede dell’Istituto,, una nuova edizione de’ La luna nel cerchio – Il fluire delle Stagioni della Donna”, un importante e fondamentale incontro per tutte le Donne che vogliono scoprire in loro stesse la Bellezza ed il Potere della Donna e portarli nella propria vita e nel mondo.

Per i professioni ci sono due offerte formative: presso Villa Abbondanza, Incontri di supervisione  per counselor e facilitatori che utilizzano il Voice Dialogue nella loro pratica professionale; e a Morlupo (RM) nel 2015 un MASTER annuale per apprendere la facilitazione di Voice Dialogue.

Vuoi dirmi qualcosa in più sui Cerchi delle Donne e su cosa ti ha indotto a approfondire il lavoro con loro?
Dal 2001 sentii la necessità, dopo aver partecipato personalmente ad un Cerchio di Donne che fu di grande risveglio per me, di proporre dei lavori specifici rivolti alla Donne per facilitare l’emergere della consapevolezza del Potere, della Saggezza, della Bellezza e dell’importanza che le Donne rivestono in questo periodo storico in cui devono assolutamente accettare la responsabilità di accompagnare, centrate nel proprio Potere, i cambiamenti planetari così importanti che si stanno verificando sia nella società che a livello individuale.

Per portare questi doni è fondamentale che le Donne ne siano consapevoli e che per prime li accettino, e negli anni le modalità di risveglio che ho proposto nei miei Cerchi hanno cambiato fisionomia. Nei primi anni erano molto più legate alla crescita personale mediata dal Voice Dialogue; poi incontrai un altro tipo di Insegnamenti, più sul filone sciamanico e dei Nativi americani, ed ora i miei Cerchi sono una felice alchimia fra l’uno e l’altro.

Nei tuoi seminari proponi anche lavoro con il corpo: danza, movimento guidato?
Sì, la FlowEnergies Dance. Nella mia formazione come counselor Franca Errani ha introdotto il movimento con la musica che allora si chiamava Voice Dance. Mi appassionai a quel modo di insegnare e feci un ulteriore formazione con Franca proprio in Voice Dance. Negli anni non ho mai smesso di proporre i miei workshop e le mie formazioni “conditi”con il movimento accompagnato dalla musica, ma mi sono resa conto che la mia proposta danzante ha preso un suo filone particolare. E’ molto focalizzata sull’aspetto energetico del movimento.

Durante un seminario le mie scelte musicali sono senz’altro ispirate dall’argomento trattato e gli obiettivi che mi sono prefissata per il gruppo, ma anche da “ciò di cui sento in quel momento che il gruppo ha bisogno energeticamente”.

Ad esempio, se percepisco della rabbia o del fastidio, parto con del rock duro per trasformare queste energie e aprire così la strada agli obiettivi che voglio raggiungere. Per me il movimento con la musica è una sorta di danza con le energie, con il campo energetico che in quel momento si è creato nel gruppo, perché per me nel mio lavoro il campo energetico è la base di partenza che mi indica la direzione da prendere per arrivare dove ho deciso di arrivare.

E’ un po’ come facilitare le energie e creare un’alchimia potente ed è per questo che l’ho chiamata FlowEnergies Dance.

E lavori con i sogni e i simboli?
Sì, sia a livello personale che nei gruppi. Mi piacerebbe poter dedicare più tempo personalmente all’esplorazione dei miei sogni ed ho intenzione di riuscire a creare un legame con il mio inconscio onirico, che mi permetta sempre più di ricevere risposte ed indicazioni che mi connettano con la Saggezza dell’Universo. Insomma, vorrei poter sentire sempre più, attraverso i sogni, la mia connessione con il Tutto e “usare” questa connessione per ricevere risposte.

Puoi anticiparci i luoghi in cui terrai i tuoi prossimi lavori o conferenze?
C’è una grande novità: a marzo 2014 inizierà a Morlupo, vicino Roma, la prima edizione della Scuola di counseling a indirizzo Voice Dialogue organizzata dall’Istituto HeskaiHer. Sono molto eccitata per questo progetto e non vedo l’ora di iniziare. E’ prevista una giornata di presentazione il 27 ottobre 2013. Per tutti gli altri progetti ti ho già risposto in precedenza.

Come sai mi piace terminare le mie interviste con qualche domanda più personale  una curiosità mia che spero venga condivisa anche dai lettori e che ci aiuta e conoscerti meglio

So che hai cambiato diverse volte città e residenza. Cosa ti spinge a cambiare in modo così radicale?
La mia Nomade interiore è uno dei miei Sé primari, e iniziare sempre da capo per me è eccitante, ma ho anche la sensazione di aver seguito un flusso che mi ha portata là dove dovevo essere nel momento giusto. Ora vivo in campagna, in Sabina, e per la prima volta questo ennesimo trasloco mi sta aiutando in realtà a mettere radici: comprerò questa casa che voglio diventi anche uno spazio di lavoro con i gruppi ed è qui che ho preso la decisione di aprire la Scuola di Counseling. Una nuova sfida per me, sento che imparerò a prendermi cura, perché mettere le radici richiede proprio questo e per me sarà una novità. La mia parte Nomade comunque non smette di farsi sentire ed uno dei suoi sogni, che condivido pienamente, è quello di poter passare ogni anno 2 o 3 mesi a New York: ci piace davvero tanto vivere lì!

Cosa tieni sul comodino?
Qualche libro, tra cui “Donne che corrono con i lupi”, il quaderno dei sogni e Benny, la mia volpina di peluche

Cosa vedi dalla finestra del tuo studio?
Mmmhh, purtroppo ho di fronte la casa del vicino, ma se mi sporgo un po’ verso l’altra finestra, un bellissimo e dolce paesaggio con prati e colline.

Cosa stai leggendo?
“Il giovane Holden” e il “Libro dei Draghi”

L’ultimo film che hai visto ?
“La migliore offerta”

E ti è piaciuto?
Moltissimo. Recitato alla grande, totalmente spiazzante e umano.

Il tuo cibo preferito?
Carciofi e fiori di zucca fritti; saltimbocca alla romana con mozzarella (fatti da mia madre!), e la pasta in generale condita con la verdura

L’ultimo sogno che hai fatto ( in breve)
“Sono con il mio staff della Scuola di counseling, cinque persone, che nella realtà sono in tre. Credo che sto proprio parlando con loro di cose che riguardano la Scuola. Uno di loro finisce di dire una cosa ed io gli dico “Ok, puoi anche andare se vuoi” e lui esce sul balcone e si mette a parlare con una ragazza. Io continuo a parlare della Scuola e mentre lo faccio sento le loro voci e un po’ mi disturbano, ma soprattutto mi rendo conto che è importante che anche lui sia presente per ascoltare. Esco sul balcone e gli chiedo di rientrare. Torna dentro e piangendo mi dice “Sono uscito perchè me lo hai detto tu”, sentendosi rimproverato da me con il mio richiamo. Io molto tranquillamente, senza giudizio ma neanche con l’intento di consolarlo, gli dico semplicemente che sono io ad essermi accorta di aver sbagliato a lasciarlo libero di andare, e che era importante che anche lui fosse lì ad ascoltare.”

Grazie Marzia per l’opportunità di questa intervista. Mi è servita moltissimo per riflettere sul mio lavoro e su me stessa.”

Mentre la luce ed il verde delle colline toscane filtra fra ai cipressi che come sentinelle costeggiano il grande prato, anche io ringrazio Elena Dragotto per questa lunga intervista che ho preferito conservare intatta nonostante superi abbondantemente i limiti imposti per la pubblicazione.

Elena Dragotto è laureata di psicologia, è counselor relazionale supervisore ed  insegnante e facilitatrice di Voice Dialogue. Ha fondato e dirige la scuol adi Counseling ad indirizzo Vioce Dialogue Istituto HeskaiHer in cui propone corsi e seminari legati ai temi del femminile, dell’autocoscienza e della psicologia dei Sè. Ha insegnato Voice Dialogue all’università di Arezzo ed in Spagna. Vive in provincia di Rieti.

www.elenadragotto.com
eldra@elenadragotto.com
www.voicedialogue.it

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo
 

 

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Intervista a Elena Dragottoultima modifica: 2013-09-20T10:55:04+02:00da Marni