Per capire cosa sono gli archetipi è necessario  risalire alla cultura greca. Jung, partendo dalla  filosofia di Platone, riprenderà termine e concetto di archetipi adattandolo alla sua psicologia analitica e facendo degli archetipi il cardine della sua dottrina e la scoperta più sorprendente in ambito psicoanalitico. 

archetipi

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Il termine archetipi deriva dal greco archetypos formato da arche che sta per principio/origine e da typos che significa modello/esemplare; la formulazione ed il primo concetto di archetipi risale infatti alla filosofia tardo ellenistica e designa i modelli originari delle forme e degli aspetti sensibili della vita umana.

Modelli primordiali inscrivibili in una cornice trascendente e considerati, allora, emanazione della volontà divina.

Termine e concetto furono ripresi dalla psicologia analitica di Jung che li adattò ai territori della psiche allo scopo di dare un nome alle forme ed agli istinti arcaici la cui presenza era evidente nella cultura, nella storia, nella mitologia, nell’esperienza dell’uomo.

Concetto di archetipi

Gli archetipi sono simboli primari che riflettono concetti ed istinti primordiali, forme del pensiero e dell’immaginario presenti nell’inconscio come un’impronta genetica, un’eredità tramandata di generazione in generazione fin dalla notte dei tempi, un frammento di DNA psichico che ci caratterizza come abitanti del pianeta terra.

Gli archetipi, quali modelli di comportamento innati, si manifestano come schemi dominanti nella vita dell’uomo, in ogni cultura ed in ogni razza.

Hanno un’eco nei miti, nelle favole, nelle leggende, sono la manifestazione simbolica delle stesse energie primarie che originano ed animano i comportamenti dell’uomo.

Come accade “al pulcino che non ha bisogno di imparare il modo con cui uscirà dall’uovo, esso lo possiede a priori“.(Jung Simboli della trasformazione in Opere vol.V Boringhieri To 1970 pag.322).

Definizioni di archetipi date da Jung:

”Gli archetipi sono modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana”.
(Simboli della trasformazione in Opere vol.V Boringhieri To 1970)

“Il concetto di archetipi è derivato dalla ripetuta osservazione che, ad esempio i miti e le fiabe della letteratura mondiale contengono certi motivi che ritornano sempre e dovunque.

Incontriamo gli stessi motivi nelle fantasie, nei sogni, nei deliri e nelle allucinazioni degli uomini di oggi.

Tali immagini e collegamenti tipici vengono denominate rappresentazioni archetipiche. Quanto più distinte sono tanto più hanno la proprietà di essere accompagnante da toni affettivi particolarmente intensi.

Esse ci impressionano, influenzano, affascinano. Provengono dall’archetipo, di per sé senza forma immaginabile, una preformazione inconscia, che sembra appartenere alla struttura ereditaria della psiche e che perciò può manifestarsi dovunque anche come fenomeno spontaneo”.
(Das Gewissenin psychologischer Sicht, in Das Gewissen, Studien aus dem Jung-institut, Zurich 1958 pag. 199)

“L’archetipo in sé è un elemento vuoto, formale, che non è altro che una facultas praeformandi, una possibilità di rappresentazione data a priori.

Le rappresentazioni non vengono ereditate, ma vengono vengono ereditate solo le forme che a tal riguardo corrispondono esattamente agli istinti, anch’essi determinati formalmente.

L’esistenza degli istinti non può essere provata, così come quella degli archetipi in sé, fino a che non si manifestino in concreto.”
(Von den Wurzeln des Bewusstseins, 1954 pag 95)

Queste definizioni sono raccolte nel glossario di “Sogni ricordi riflessioni” curato da Aniela Jaffè e pur essendo citazioni originali di Jung, vanno considerate solo come indicazioni generali.

Jung amava dare definizioni sempre diverse dello stesso concetto ampliando e parafrasando con l’intenzione di non rinchiuderlo in una gabbia razionale, ma di conferirgli quel senso di mistero e di inesplicabile che, nella sua visione, è da assegnarsi a tutti i fenomeni della vita psichica.

Archetipi ed inconscio collettivo

Con il concetto di archetipi si amplia l’ inconscio individuale in inconscio collettivo, il contenitore simbolico che riunisce in un processo dinamico ogni individualità.

Possiamo immaginare l’inconscio collettivo come un grande fiume che tocca ogni sponda, e che in se’ contiene tutto ciò che era presente alla sorgente.

Gli archetipi che abitano questa dimensione, sono qualcosa di molto più profondo del simbolo, che è sempre legato all’esperienza individuale e culturale della persona, sono  l’energia primigenia che sottende il simbolo, la possibilità di cristallizzarsi in un simbolo, il seme grazie a cui il simbolo si manifesta ed evolve.

L’ energia archetipica si esprime in ogni esperienza umana: si evolve da una matrice innata ed inconscia, si manifesta come simbolo o come immagine ed in seguito come sentimento ed emozione.

Le emozioni comprendono dolore, amore, entusiasmo, passione, estasi ecc. e costituiscono ciò che dell’archetipo affiora, il livello più cosciente dell’energia archetipica.

Possiamo sentire cosa sono gli archetipi e sperimentarne la forza nei sogni ed in ogni fase della nostra vita: nel momento in cui lasceremo la casa di origine per avventurarci nel mondo, ci confronteremo con l’archetipo del viaggio, nel momento in cui faremo figli, sentiremo il potere del femminile, della madre, dell’anima o, se siamo uomini, il potere del  maschile e del grande padre.

Archetipi principali

Gli archetipi principali (da cui originano tutti gli altri), sono sette e si considerano in coppie di opposti:

  1. femminile e maschile,
  2. nemico ed eroe,
  3. morte-rinascita e viaggio,

mentre l’archetipo del Sé, nucleo fondamentale dell’individuo, sarà centrale ed isolato, ma in tensione dinamica con tutti gli altri.

Il concetto di archetipi junghiano si può considerare il fulcro della sua dottrina ed un contributo fondamentale   nella storia della psicoanalisi e delle correnti psicologiche che ne deriveranno.

James Hillman studioso e seguace di Jung, partendo da questo concetto, elaborerà la sua  Psicologia Archetipica.

Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione del testo
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Testo ripreso ed ampliato da un mio articolo pubblicato sulla Guida sogni Supereva in novembre 2005

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Archetipi Il significato e la funzione ultima modifica: 2013-01-04T18:51:43+00:00 da Marni